| Semplice quanto imponente, il Monte Olimpo è il luogo per eccellenza ove incrociare le lame. Circondato da fitte nubi, abbracciato dall’irruenza dei venti e sottoposto allo sguardo delle Divinità, la sua mole sfida le leggi della fisica, e sembra fluttuare stabile nell’aria, come se fosse composto di gas. Ed invece di tutt’altro si tratta; due impressionanti statue marmoree, raffiguranti uomini corrucciati l’uno di fronte all’altro intenti a sfidarsi a duello, fanno da cornice ad un portone di ciclopiche dimensioni, che ci conduce in un vasto cortile d’accesso. La dura e levigata terra che forma il pavimento ha ospitato, ospita ed ospiterà non poche impronte, sia che appartengano a fortunati eroi in cerca di gloria, sia che riguardino crudeli guerrieri assetati di sangue o vendetta. Circondato e delimitato da una fitta barriera di colonne ad ordine dorico, l’enorme spiazzo è illuminato in qualsiasi occasione da dei bracieri perennemente ospitanti fiamme, posti alle estremità del perimetro. Una manciata di scalinate in pietra ci introducono al Vestibolo vero e proprio, sala di modeste dimensioni ove gli sfidanti hanno modo di prepararsi e conoscersi l’un l’altro, in caso fosse necessario o lo desiderassero. Nella maggior parte dei casi staziona qui Filottète, rude quanto buffo manager dell’intero Monte Olimpo. Alto poco più di un metro, ha il volto arcigno e sovrastato da delle piccole corna color legno, seppur dai lineamenti umani, nonché un paio di gambe che non sfigurerebbero se possedute da un toro, terminanti con degli zoccoli neri. Nonostante ispiri risa e goffaggine, senza il suo consenso non è possibile varcare il portone marrone scuro che si apre sulla parete nord; portone che sfocia nientemeno che nell’Arena dell’Olimpo. All’aperto e delimitata da quattro uniche colonne, ospita uno sciame di scalinate all’estremità destra e sinistra, su cui eventuali spettatori possono assistere ai duelli. Centinaia e centinaia di spade e scudi, lance e picche hanno cozzato fra di loro in quest’area, facendo scuotere l’intera struttura fin nelle fondamenta.
Recentemente parte dell'Olimpo è collassata su sé stessa, rivelando un passaggio diretto al mondo dell'Ade. Lugubre loco governato dall'ononimo re, non troverete parecchio accogliente quest'arena infernale se siete amanti della luce: pare infatti che più uno avanzi nei perduti meandri delle Anime, più la luce del sole si perda, avvolta dai lamenti dei dannati che sembrano farla svanire in un turbinare di oscurità.
Le sale principali sono solamente un paio, consistendo in pratica in nient'altro che due colossali incavi nella roccia ornate da altrettanto scenografiche porte colorate che non aspettano altro di accogliere ancora più gente al loro interno. Percorrendo la prima - e, a seguire, un infinito intrico di grige strade scavate tra pareti di roccia che ne fanno il luogo adatto per un'imboscata da parte di qualche heartless senza scrupoli, arriverete niente di meno che alla sala di Ade in persona: il Sovrano degli Inferi. Se vi troverete di fronte un tipo bizzarro avvolto in una tunica nera e con la testa perennemente in fiamme, beh, per il vostro bene fareste meglio a seguire i suoi consigli: non potete batterlo, fintanto che "gioca in casa".
Percorrendo l'altra via una fitta nebbia vi avvolgerà le ossa, raggelandovele. Una strada apparentemente senza uscita vi si profilerà davanti. Ciò che è certo è che tra la fredda roccia e i numerosi heartless - che in questo inospitale luogo amano sguazzare come pesci nell'acqua, potreste trovare qualche sorpresa. Forse tesori, forse nemici. Chi lo sa? L'unica maniera per scoprirlo è percorrere le numerose vie facendosi coraggiosamente strada insieme ai propri compagni.
Gli inferi, come il mondo ad esso soprastante, ospitano un'arena che non ha nulla da invidiare alla sua gemella di luce che ha visto la luce di non certo pochi incontri tra valorosi cavalieri e demoni dalle potenzialità pressoché infinite. Se avrete la fortuna di conoscere Auron, un guerriero rinato, fiero e misterioso, sfidatelo a duello qui dentro: sempre se ne sarete capaci, se ne potrebbero vedere delle belle.
Edited by °*Cho~Natsuko*° - 8/2/2008, 21:05 |