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Casa di Alexiel
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NeRDd iNsIDe

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 4/12/2009, 00:50


Ionomea parve rassicurata, per quanto potesse esserlo. Di certo le faceva piacere che non avesse combinato un disastro troppo irreparabile, ma non gioiva nemmeno al pensiero di aver causato malessere ad un amico. Senza accorgersene, poi.. Era stato un incidente..
Mortificata, Ionomea si ripromise di avvisare sempre Mizan di ciò che stava per compiere con la magia: era il minimo che potesse fare, dopotutto. Non riusciva a capire perché quel ragazzo avvertisse una tale repulsione per la magia.. era una cosa abbastanza rara, nella maggior parte dei casi le persone avvertivano a malapena un cambiamento nella loro persona. Solamente le persone con una sensibilità più acuta del normale potevano sentire un cambiamento: ma, di solito, si trattava comunque di persone che avevano un qualche legame con una forma di energia particolare.

"Che strano.. Mi dispiace davvero, Miz. Prometto che, d'ora in poi, ti avvertirò prima di ciò che sto per fare. Nel limite del possibile, ovviamente.. Il problema è che, se usassi un incantesimo più potente, temo che la tua salute potrebbe risentirne. Semmai dovesse succedere, beh.. cercherò di farti star meglio.. Comunque ti sei spiegato, ma continuo a pensare che sia un fenomeno molto strano. O hai una sensibilità troppo elevata, o davvero il tuo corpo non sopporta l'uso della magia."

La ragazza reclinò la testa, lasciandola cadere sullo schienale, piacevolmente morbido, del divano: sentì Mizan trafficare nuovamente col suo apparecchio, il CDP, e ascoltò distrattamente ciò che aveva da dire.. Ma non abbastanza: ciò che il ragazzo stava maldestramente tentando di spiegare, infatti, le giunse perfettamente all'orecchio, e non le piacque affatto.
La giovane maga fece scattare il capo, in modo da poter osservare di nuovo il ragazzo, e disse (con una voce che le uscì più arrabbiata ed acuta di quanto avrebbe voluto).

"Non è un'illusioneeeeeeeeeeeeeeeee! Se così fosse, tutto ciò con cui stai interagendo sarebbe falso, e ti assicuro che IO non lo sono affatto. Sono fin troppo irritata per essere una banale riproduzione olografica senza sentimenti!
E poi spiegami, chi diavolo ti intrappolerebbe in un'illusione e trasportarti in un posto che non hai mai visto prima? Perché un'illusione sortisca l'effetto desiderato, ci si preoccupa che le immagini che la vittima veda siano simili a quelle di persone o luoghi che conosce già, in modo che non destino sospetto. Naturalmente le situazioni possono variare, ma solitamente è questa la procedura standard. Ti assicuro, comunque, che se sei tanto convinto che questa sia un'illusione, non è opera mia: non sono abbastanza pratica in questo campo da dar vita ad un'illusione così lunga e particolareggiata."


Ionomea, imbronciata e con le braccia conserte, stette ad osservare Mizan, in silenzio: la si poteva sentire, però, che diceva qualcosa di incomprensibile, sibilando come un gatto, mentre si appollottolava come se tentasse di rifuggire il contatto di Mizan. Non le piaceva essere contraddetta una volta, figuriamoci due, per di più riguardo un argomento di cui la sua esperienza era, ne era convinta, molto superiore a quella di Miz, che aveva ammesso di essere particolarmente scarso nel contrastare tale magia.

Ionomea sorrise sorniona, nel vedere che il CDP si rifiutava di collaborare, quasi soddisfatta nel vedere che un apparecchio elettronico aveva un margine d'errore molto più ampio rispetto al suo. Non era una bella cosa da pensare, ma Ionomea aveva trascorso tutta la sua vita a studiare la magia, e non sopportava che uno (che per di più era allergico alla magia) la punzecchiasse su quell'argomento.

"Si, proprio con le buone maniere, vedo.."

Ionomea stavolta rise di cuore, momentaneamente dimenticandosi del piccolo 'incidente di percorso' che era accaduto pochi secondi prima. Vedere Mizan tutto indaffarato nel cercare di risolvere i problemi era una visione rilassante, dopotutto, piacevole.
Abbastanza piacevole da costringerla a sbadigliare, avvertendo una stanchezza che ora, dopo una stoica resistenza, si stava rivelando. Era stata una giornata impegnativa, dopotutto.

Ionomea avvertì il suo stomaco brontolare un po', ed improvvisamente si accorse di non avere ancora mangiato nulla da quando era arrivata.. Con un ultimo barlume di lucidità, si rese conto che, forse, anche per Mizan era lo stesso. E intanto Alexiel non tornava.. Ma dove poteva essere andata? Cominciava a impensierirsi. Inoltre la luce del tramonto perenne non l'aiutava a capire che ora fosse, in quel momento. Magari erano in quello spazio di tempo che corrispondeva alla notte, in quel mondo..

"... Miz, hai fa.. a.. me?"

Ionomea fu costretta ad interrompere la frase e a coprirsi la bocca, sbadigliando. Improvvisamente, davanti ai suoi occhi apparvero parecchie immagini: alcune non avevano nessuna coerenza fra loro, e riguardavano indistintamente luoghi di casa sua e la nuova città.
Sentiva dei suoni, alcuni ovattati, gli altri disturbati da chissà cosa. Sentiva il corpo abbastanza pesante, e nonostante lo sforzo di mantenere lo sguardo fisso su ciò che stava cercando di osservare (Mizan), Ionomea sentiva le palpebre farsi ancora più pesanti del corpo.

Sentì la testa muoversi, quasi da sola, indietro, fino a toccare nuovamente lo schienale del divano.. Morbido..
Riconoscendo ormai la familiare sensazione del sonno imminente, la ragazza si arrese e chiuse gli occhi, raggomitolandosi come meglio poteva. Avrebbe dormito solo cinque minuti, giusto per riposare un po'.. poi, magari, avrebbe preparato qualcosa da sgranocchiare.. e avrebbe chiesto a scusa a Miz.. e... mormorando qualcosa che sembrava essere un..

"Solo cinque minuti, si.."

.. il sonno la colse definitivamente, trascinandola in nuovi sogni, con la speranza che, almeno quella volta, potessero rivelarsi più piacevoli di quelli precedenti.
E di sicuro non sarebbero durati cinque minuti.



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view post Posted on 21/4/2008, 21:30Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/11/2009, 21:52


Una persona normale, normalmente, se la sarebbe presa per la sfuriata della brunetta. Un Mizan, normalmente, non gliela avrebbe fatta passare liscia, e avrebbe anche cercato di spaventarla a morte. Appunto, normalmente.
Ora, ci sono tre motivi per cui Mizan non procedette secondo istinto e natura: primo, non era proprio il caso di mandare a quel paese una possibile amicizia come quella solo perchè lui e lei avevano posizioni divergenti, in particolare perchè non aveva nessuno u cui contare; secondo, la ragazza, per quanto avesse messo alla prova la pazienza di Mizan, era una ragazza, appunto, e il proverbio dice 'le donne(o ragazze che siano) non si toccano neanche con un fiore'; terzo...chi avrebbe il coraggio e la faccia tosta di bisticciare e sbefeggiare una creatura cosìdocile e indifesa, al momento appisolata sul divano e con un'espressione che nulla aveva a che vedere con la rantolata di pocanzi?

'Alla faccia della personalità volubile...non mi crederebbero neanche se lo vedessero...che poi sono io a parlare, che sono stato ufficialmente bollato come 'illogico'...eheheh...'

In quel momento la brunetta era persa nel più profondo dei sogni, e pareva mormorare di tanto in tanto qualcosa. Alchè, al ragazzo venne un'idea. Accolta da un rombo di tuono immaginario.

'Hm... ... ... ...Ma sì, al diavolo l'orgoglio e via con la buona azione quotidiana!'

Se qualcuno della sua combriccola avesse letto la sua mente e avesse visto quello che stava facendo, avrebbe dubitato che quello fosse il vero Mizan. Infatti il ragazzo aveva preso quella che sembrava essere una tovaglia, per poi sistemarla a mo di copertina sulla brunetta, per poi sistemarla bene sul divano, come se fosse una bambina in fasce, facendo attenzione a non svegliarla. Un'azione così innaturale(per lui) da fare incrinare uno dei bicchieri che la padrona di casa teneva nella dispensa. Davvero inquietante.

'E la ragazza è sistemata. Guardatela, la sfuriata deve averla sfinita del tutto'

Il ragazzo ridacchiò sotto i denti. In ogni caso, per quanto dolce e indifesa potesse apparire in quel momento, MERITAVA una rappresaglia, anche se piccola.
E la ridacchiata divenne un ghigno malefico. Ghignio malefico che divenne subito dopo uno sbadiglio. anche Mizan aveva un limite dopotutto.

'Hmm...ci penserò domani alla rappresaglia...gngngn...allora, pelata, barbuta o posseduta? Ah, amo gli ologrammi...'

E, con questo pensiero, il ragazzo si indirizzò verso il modile da cui aveva preso la 'coperta' per Ionomea. Se non fosse che il sonno lo colpì prima, facendolo crollare al suolo e, miracolosamente, la testa sia su un lato del divano che sul suo collo. Altra prova della morbidità e solidità del soprammobile.
Poco dopo un russio basso risuonava per la stanza. Inutile dire chi ne era l'autore. E inutile era anche chi era l'autore della macchia di bava su quel pezzetto di divano.

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view post Posted on 18/5/2008, 12:39Quote
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Il suo giro non era stato esattamente come lo aveva immaginato, come le sarebbe piaciuto. Aveva trovato sulla propria strada altre stranezze, e questo non l'aveva aiutata particolarmente a schiarirsi le idee. Aveva trascorso poco tempo coi due stranieri, troppo stanca per imbarcarsi nell'impresa di avere a che fare anche con loro. La sua vita sociale aveva subito una brusca impennata, e non era certa che la cosa le piacesse. Di sicuro non piaceva alla sua testa, che pulsava di un dolore sordo e sembrava essere più leggera del solito.
Dopo aver lasciato i due ragazzi nella Piazza della Stazione, aveva avuto una mezza idea di continuare col suo piano iniziale e trovare un posto dove riflettere in pace, ma una volta giunta sulla cima della Torre si era resa conto di essere troppo irrequieta per osservare il tramonto da lassù e pensare, come era solita fare. Un quarto d'ora dopo stava già scendendo, diretta verso casa.

Infilò le chiavi nella toppa, cosciente del silenzio che regnava in casa. Sembrava che Mizan e Ionomea stessero dormendo... Fece attenzione a non fare troppo rumore mentre scivolava in casa e si guardava intorno. Ionomea era raggomitolata sul divano, un'espressione serena sul viso che solo un sonno dovuto a sfinimento poteva darle, dopo una giornata del genere. Mizan, in modo un po' meno ortodosso, era steso a terra, con la testa poggiata al bordo del divano, e russava. E lei che si era preoccupata di non fare rumore. Si sorprese a sorridere.
Sfilò una sedia da sotto al tavolo e vi si sedette, raccogliendo le gambe al petto e cingendole con le braccia.
Gettò indietro la testa e chiuse gli occhi, concentrandosi sul compito di rilassare le gambe stanche. Avrebbe dormito, prima o poi, ma non ora. Si era resa conto che la testa non le doleva più, ma era rimasta piacevolmente leggera, e che questo le impediva di concentrarsi troppo sulle troppe domande che sarebbero comunque rimaste senza risposta.

Riaprì gli occhi, osservando brevemente Ionomea e Mizan. Chissà quanto avrebbero dormito...supponeva che loro avessero bisogno di un sonno decente, come tutta la gente normale. Avrebbe aspettato, non aveva problemi. Avrebbe comunque dovuto riposarsi nel fisico, lei, quindi non c'era fretta. Stava cominciando ad apprezzare la leggera euforia che si era impossessata della sua testa, dovuta al poco sonno o forse al sovraffollamento di domande.
Si diresse verso la propria camera, recuperando da una cassettiera un taccuino di pelle nera ed una penna stilografica d'argento. Portò i due oggetti nella stanza adiacente, posandoli sul tavolo di fronte a sè e prendendo posto di nuovo sulla sedia. Si rilassò, lanciò un'ultima occhiata ai due addormentati sul divano. C'erano parecchie cose nuove di cui scrivere, senza dubbio, e magari l'avrebbe aiutata a fare un po' d'ordine.
 
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view post Posted on 18/5/2008, 21:33Quote
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Le immagini che Ionomea vedeva danzarle davanti agli occhi erano straordinariamente nitide, e nulla avevano di spaventoso o raccapricciante. Anzi, erano immagini felici, che fecero in modo che le labbra di Iono, dischiuse in un sonno inconsapevole, si modellassero a formare un sorriso.
Era mamma che le chiedeva cosa volesse per cena, era papà che fumava il sigaro mettendosi in mezzo alla cucina, infastidendo quella paziente donna di sua moglie, che gli chiedeva per la terza volta di spostarsi di lì.
Immagini divertenti e nostalgiche di una vita che, tempo prima, era sua.

La ragazza sapeva che la fase dei sogni si stava affievolendo; lo sapeva senza che nessuno glielo dicesse, e senza che fosse sveglia. Oramai si stava avviando al risveglio, ma la sensazione di dormiveglia era piacevole e calda: avvertiva velatamente ciò che c'era attorno a lei, senza che ci fosse bisogno di prestarci attenzione. Le immagini presero a mutare, trasformandosi in pensieri che, nella sua amente, avevano la sua voce, nonostante dalla bocca non uscisse suono.
In sottofondo vi era uno strano rumore; regolare, basso, vibrante. Non capiva cosa fosse.

°E' ora di cena? Quanto ho dormito? .. Questa.. non è casa mia.. però si sta bene..°

Ionomea non era così confusa da dimenticarsi cosa fosse successo il giorno prima: non che sapesse che fosse trascorsa una notte dall'ultima volta che era stata sveglia. Per lei era ancora quel pomeriggio trascorso pigramente sul divano, a parlare e a bisticciare con Miz, e ad aspettare il ritorno di Alexiel.
Con un movimento lento e scivolato come quello di un gatto, la ragazza si stiracchiò, adagiandosi meglio su un fianco: allungò le braccia e le gambe lentamente, per paura dei crampi che, frequentementi, le martoriavano le membra ogni volta che faceva quel gesto. Sentì un qualcosa di pesante appoggiato sul divano.Col minimo sforzo, la giovane sollevò la testa: accanto a lei vi era Mizan, abbandonato sul divano in un'espressione beata e.. un po' tonta.

Un russare non proprio sommesso era l'unico rumore nella stanza. Ionomea comprese che era quello il rumore che aveva sentito ovattato: ma, essendo lei abituata alle manifestazioni del padre, non ci aveva fatto caso. Fece ricadere la testa sul tessuto, reso caldo dal suo respiro, e richiuse gli occhi. La luce del tramonto/alba era, per lei, ancora motivo di confusione: poteva essere pomeriggio o notte fonda, chi poteva saperlo? Il brontolio che avvertiva nel suo stomaco, però, le suggeriva che non erano certo passati i cinque minuti che si era prefissata ma, anzi, un tempo molto, molto più lungo.
Ionomea si irrigidì, per un attimo. Alexiel era tornata o era ancora fuori?

".. Alexiel.. ?"

Con cautela la ragazza si districò dalla complessa posizione in cui si era inconsciamente ritrovata, attenta a non svegliare Mizan. Sollevò le ntamente la gamba che il ragazzo le spingeva leggermente verso lo schienale del divano, e la passò sulla testa di quest'ultimo, in un goffo tentativo di alzarsi. Dopo qualche manovra togli-fiato, la ragazza riuscì nell'intento e, lentamente, prese ad osservare la stanza.

"Alexiel, ci sei? Sei sveglia? Se si, ben tornata.."

La luce del tramonto illuminava la stanza, provocando un gioco di colori complesso e piacevole alla vista. Nonostante ciò, Ionomea non riusciva a svegliarsi del tutto: l'atmosfera le suggeriva più un sonnellino che la sveglia..
Si lisciò le pieghe dell'abito che, stropicciato, la sera prima non aveva nemmeno fatto in tempo a togliere. La maga non aveva voglia di bussare alla camera di Alexiel, né di svegliare Mizan, che ancora dormiva. Non aveva fretta né urgenza di far nulla, e le riusciva difficile persino stare in piedi. Si voltò in direzione del tavolo e, sbattendo le palpebre più volte, finalmente riuscì a mettere a fuoco una figura.

".. Oh.. Buonagiorno. Non.. ti avevo vista, scusa. Hai dormito bene?"

Non che Ionomea avesse osservato il tavolo dietro di sé.. ma accidenti, avrebbe almeno dovuto accorgersi che c'era qualcuno, lì seduto. Il sonno le aveva sempre giocato brutti scherzi, ma si stava passando ogni limite. Imbarazzata, salutò la padrona di casa con un cenno della mano ed un sorriso allegro e un po' assente. Non sapeva quando fosse rientrata e da quanto tempo fosse lì seduta, non sapeva che ore fossero e che giorno fosse: tutto sommato, un po' di fretta le era venuta. C'erano un sacco di cose lasciate in sospeso..



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A discapito di quanto la posizione potesse sembrare scomoda, Mizan stava dormendo magnificamente, inconsapevole delle bestemmie che ogni singolo centimetro del suo corpo gli stava inviando a causa, appunto, della strana posizione in cui si era addormentato.
Non bisogna neanche soffermarsi molto su quello che il subconscio del ragazzo stesse producendo: qualunque cosa non fosse degna di nota veniva prontamente scordata al risveglio. Non che il mondo fosse pronto per scoprire quali diavolerie potesse produrre la mente di Mizan se lasciata libera di agire.
Ad ogni modo, il ragazzo che si era addormentato nella posizione più scomoda del mondo stava per svegliarsi, a causa dell'improvvisa assenza del 'supporto' per la testa (ovvero il piede di Ionomea) e dell'ancora più assurda inclinazione del collo che si era venuta a crearsi. Dunque, nel giro di pochi secondi, qualunque cosa stesse passando nel cinema notturno vene prontamente cestinata e cancellata per fare spazio alle immagini sfuocate e in tempo reale che la vista ordinaria forniva, il tutto mentre il ragazzo riportava il collo a un angolo di inclinazione più umano.

'Hm...è già mattina...? Eppure Sorella non ha ancora tentato di saltarmi addosso...'

Evidentemente la strana posizione in cui si era addormentato aveva fatto sì che il ragazzo si fosse scordato di dove era. Ovvero non a casa sua. Mizan quindi si alzò e si stiracchiò, in maniera scordinata e un pò meccanica, il suo corpo non aveva intenzione di fagliela passare lisca dopo come si era addormentato. La sua testa era uno spettacolo: i suoi capelli, normalmente spettinati, disposti come se avesse ancora attaccato alla testa un cuscino, il lato corrispondente della faccia leggermente marcato dal divano, gli occhi socchiusi e il sorriso largo, nel loro insieme, avevano creato l'espressione più inebetita che il genere umano avesse potuo ammirare.
Istintivamente, Mizan si girò verso le due ragazze, osservandole: la combinazione di vista sfuocata, luce soffusa e intontimento di prima mattina le avevano fatte diventare due colorati. Come che l'essersi dimenticato in che posto fosse non fosse già abbastanza. E, siccome non ci si vuole farsi mancare nulla, il ragazzo decise di salutarle, nel mentre si tirava sù i pantaloni come il miglior ragioniere Ugo Fantozzi potesse fare.

"Ah!...Buongiorno Sconosciuta N°1! Buongiorno Sconosciuta N°2---"

Fortunatamente uno sbadiglio gli impedì di continuare la frase, prevenendo che altre assurdità uscissero dalla bocca del giovane inebetito. Lo sbadiglio ebbe anche l'effetto di fare affluire un pò più di sangue e di ossigeno al cervello del ragazzo, permettendogli di mettere a fuoco meglio e rendersi conto di avere appena fatto la sua scemenza mattutina.

"Ho detto 'Socnosciute'? Volevo dire...uh...Buongiorno Iono! Buongiorno Aly!"

Dopo questo tentativo di salvataggio in extremis, Mizan raggiunse il tavolo, ancora intorpidito e indolenzito dalla sua posizione di riposo, per poi sedersi su una sedia. Per quanto la sua vista non fosse ancora molto chiara, potè chiaramente distinguere una sorta di taccuino e una penna nella mano della forma della ragazza Albina. Di sicuro, qualsiasi cosa avesse prodotto la sua passeggiata, meritava di essere annotata. Magari un pò di guriosità lo avrebbe fato ingranare meglio di una colazione.

"Uhm...Successo nulla di nuovo oppure semplicemente in vena di scrivere?

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